Istruzioni per essere (davvero) felici

FelicitàChe siamo terrorizzati dall’idea di poter star male non è una novità. Si parla tanto di benessere e felicità e di come poterli perseguire, ma nessun traguardo paradisiaco ci motiva ad affannarci di più che il desiderio scalmanato di evitare ogni possibile perturbazione, una sofferenza fisica, psichica, connessa al sacrificio, alla fatica, alla noia, o a qualunque emozione o sentimento comunemente considerato negativo.

Ne abbiamo proprio paura, al punto da esserne condizionati sia quando siamo chiamati ad effettuare scelte importanti che nell’adottare un certo tipo di atteggiamento nei confronti della vita.

Ma quanto ci costa tutto questo?

Non iniziare un rapporto d’amore o non riuscire a viverlo serenamente per paura essere feriti, porta ad accumulare rimpianti e a sentirsi inadeguati; usare alcol o altre droghe per coprire vuoti o non sentire dolore, comporta numerose e devastanti complicazioni correlate all’uso delle sostanze; evitare di esporsi socialmente per timore di essere giudicati dagli altri, è il modo più efficace per sentirsi soli e fuori dal mondo; sforzarsi di avere il pieno controllo degli eventi per evitare minacciosi imprevisti, è quasi sempre fonte di ansie o smisurate preoccupazioni.

E’ come se, per evitare di stare male, fossimo addirittura disposti a ….stare male! Si, perché, vista così, sembra quasi la scelta del male minore, un male scelto e non subìto, un male a cui siamo preparati e che non ci prenda all’improvviso. Ma pur sempre male è!
Ed è paradossale che l’unica alternativa possibile, almeno così ci hanno insegnato, sia imparare a stare bene. Con tanto di addestramento: imparare ad amarci di più, ad apprezzare le piccole cose, a fare ciò che ci da benessere, a circondarci di persone positive, e via dicendo.

Intendiamoci, non che tutto questo sia sbagliato. Ma non sarebbe il caso di addestrarci anche a star male come si deve, senza averne troppa paura?

Quella della sofferenza è una dimensione umana con cui dobbiamo necessariamente imparare a fare i conti. Più l’accettiamo come componente inevitabile del nostro essere e meno ci farà male; più la rendiamo normale e meno alimenteremo la paura; meno ci affatichiamo nel tentativo di evitarla e più libereremo energie da rivolgere verso ciò che nella nostra vita richiede cura e presenza.

E la vera felicità non è da qualche parte lì dietro?