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Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) si caratterizza per la presenza di ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni sono contenuti psicologici ricorrenti e intrusivi, pensieri, immagini o idee non necessariamente coerenti con la vita della persona ma che insorgono nella mente all’improvviso e in modo incontrollato. Temi comuni possono essere il contagio, la sessualità, l’aggressività etero e autodiretta, le dimenticanze rischiose (aver chiuso il gas o la porta di casa).

Le compulsioni sono atti mentali o azioni concrete che la persona si sente costretta a mettere in atto, spesso controvoglia, al fine di evitare l’ansia generata dall’idea che il non realizzarle provocherebbe conseguenze catastrofiche. Spesso questi comportamenti prendono la forma del rituale che deve essere ripetuto nello stesso modo ogni volta che ricompare l’ansia. Diversi comportamenti possono divenatere compulsivi: l’evitamento di persone o luoghi, le neutralizzazioni (lavaggi, riti scaramantici), le ruminazioni su rischi possibili, i controlli mentali, le richieste di rassicurazione.

Sebbene ogni persona presenti contenuti o comportamenti elettivi, tale disturbo rappresenta il sintomo di una condizione di sofferenza interiore che spesso non ha alcun rapporto con l’oggetto in questione. Anche per questo, se un’eventuale terapia farmacologica può essere un utile sostegno nei casi più gravi, la psicoterapia rappresenta lo strumento più indicato per la risoluzione di questo problema e in genere permette di ottenere buoni risultati in tempi relativamente rapidi.


“La prima volta che l’ho vista,
ogni cosa nelle mia mente è diventata tranquilla.
Tutti i tic, tutte le immagini che costantemente si generano erano sparite.
 
Quando si soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo
non si hanno mai momenti veramente tranquilli.
Anche a letto, sto pensando:
Ho chiuso le porte? Si.
Mi sono lavato le mani? Si.
Ho chiuso le porte? Si.
Mi sono lavato le mani? Si.
 
Ma quando l’ho vista, l’unica cosa a cui riuscivo a pensare
era la curva delle sue labbra…
O il ciglio sulla sua guancia-
il ciglio sulla sua guancia-
il ciglio sulla sua guancia.
 
Le ho chiesto di uscire per sei volte in trenta secondi.
Ha detto di si dopo la terza,
ma nessun si sembrava giusto, così ho dovuto continuare.
 
Al nostro primo appuntamento ho passato più tempo a organizzare il mio pasto
in base ai colori che non a mangiarlo, o a parlare con lei…
Amava che la salutassi baciandola per sedici volte
in momenti diversi della giornata.
 
Quando ci siamo trasferiti a vivere insieme ha detto che si sentiva al sicuro,
nessuno avrebbe mai potuto derubarci
perché avrei sicuramente chiuso a chiave la porta per diciotto volte.
 
Tenevo sempre d’occhio la sua bocca mentre parlava-
mentre parlava-
mentre parlava-
mentre parlava;
quando diceva di amarmi, la sua bocca si piegava ai bordi.
 
Di notte, se ne stava a letto guardandomi spegnere tutte le luci…
e accenderle, e spegnerle, e accenderle, e spegnerle,
e accenderle, e spegnerle, e accenderle, e spegnerle, e accenderle e spegnerle.
 
Ma poi…mi ha detto che stava perdendo troppo tempo con me.
Che non potevo baciarla così tanto perchè le facevo fare tardi al lavoro.
Quando mi ha detto che mi amava la sua bocca era una linea retta.
E la settimana scorsa ha iniziato a dormire a casa di sua madre.
Mi ha detto che questa storia è stata un errore, ma…
 
Come poteva essere un errore se non mi lavavo nemmeno
le mani dopo averla toccata? 
L’amore non è un errore e mi uccide che lei possa fuggire da questo,
mentre io non posso.
 
Non posso uscire e trovare qualcun altro perchè penso sempre a lei.
Di solito, se qualcosa mi ossessionava erano germi sulla mia pelle,
mi vedevo schiacciato da una successione infinita di macchine.
Lei è stata la prima cosa bella su cui mi sono fissato…
 
Voglio svegliarmi ogni mattina e pensare al modo in cui tiene le mani sul volante,
a come gira la manopola della doccia, come fosse una cassaforte.
Come spegneva le candele-
spegneva le candele-
spegneva le candele-
spegneva le candele-
spegneva-.
 
Ora penso solo a chi altro la sta baciando.
Non riesco a respirare perchè lui la bacia una sola volta,
non gli importa se è perfetto!
 
La rivorrei indietro.
 
Lascio la porta aperta.
 
Lascio la luce accesa.”
 

OCD – Neil Hilborn

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